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Sorta nel XII secolo ad opera di Costanza d’Altavilla come Cappella "regia", ha stile prevalentemente gotico, con stilemi arabi e catalani. Ha forma di croce latina ed è costituita da tre navate con transetto rialzato rispetto al pavimento della chiesa; ad un livello ancora superiore si trovano un’abside centrale e due laterali.
La Basilica ha preziose opere d’arte, tra le quali sono da menzionare: Crocifisso archeropito in legno e impasto (alto metri 1,70) attribuito ad Antonello Gagini; intorno a quest'opera così scriveva il Rev. Giovanni Gnolfo: "Perfezione anatomica e bellezza fisica ne sono le note predominanti. Ben marcate le curve sotto ascellari e l'osteologia della cassa toracica con visibilissimo disfacimento del pannicolo adiposo subcutaneo: canone fondamentale dell'arte rinascimentale".
Grande icona polittica, acquasantiera e fonte battesimale anch’essi scolpiti dal medesimo artista;
Croce argentea con fondo a smalto bleu di Vincenzo Archifel; messale gallicano usato in Sicilia prima del Concilio di Trento; Quattro artistici sarcofaghi dei conti Valguarnera; Portone in bronzo artisticamente effigiato; Cripta paleocristiana, già tempio pagano.
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Si rinnova come ogni anno la tradizionale Rappresentazione Sagra della passione di Cristo. La manifestazione religiosa ha inizio nella Basilica di San Leone intorno alle ore ventidue e si conclude alle quattro del mattino. Usanza prevede che il Cristo nel fercolo, chiamato "U Munti, venga inalberato sulla croce e portato a spalla da 64 portatori a piedi nudi, vestiti con il Saio, attraverso tutte le strade del paese, seguito dalla statua dell'Addolorata portata a spalla da altri confratelli.
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