Dom Set 05
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Leonforte. "Siamo arrivati proprio alla presa d'atto che le cose si mettono davvero male, che il futuro dell'ospedale Fbc di Leonforte non ha un futuro e che quindi la struttura sembra destinata, anche per motivi di natura economica, a chiudere i battenti".
E' la sintesi delle impressioni raccolte tra gli operatori sanitari, parasanitari e amministrativi del nosocomio e tornano alla mente le dichiarazioni che facevano pensare all'esatto contrario. Ora che, in qualche caso si sia manifestato ottimismo, può essere cosa apprezzabile, ma di fronte all'ultimo decreto regionale del 18 giugno 2010, la situazione cambia e sono abbastanza preoccupati gli operatori sanitari, parasanitari e amministrativi, dell'ospedale "Ferro-Branciforti-Capra" di Leonforte che, come si sa, fanno parte del Distretto En2 con il "Basilotta" di Nicosia.
A fronte di quello che si era detto e scritto poco tempo fa sul ruolo del Fbc, che ha un bacino d'utenza di oltre 40 mila persone, difatti i numeri dicono che il nosocomio leonfortese viene decisamente penalizzato, forse in maniera definitiva, dal fatto che la struttura non avrà più i reparti di Ginecologia, Pediatria, Lungodegenza, Cardiologia, Oculistica, l'Hospice e altre funzioni. Restano, come si legge nell'ultimo decreto, 10 posti (+2 di dh), 20 posti (+ 2 di dh), 3 posti + 2 indistinti dell'area (Neurologia, Oncologia, Pediatria ecc.), 5 posti + 1 ordinari, significanti gli indistinti dell'area chirurgica (Oftalmologia, Urologia, Ortopedia, Ginecologia e Ostetricia), per un totale di 45 posti letto per cosiddetti «acuti». Infine, 24 posti per la riabilitazione. Con una postilla che si legge accanto all'assegnazione dei posti letto che recita: "I posti letto dh e indistinti sono ricondotti funzionalmente all'Unità operativa specialistica di riferimento che assicura l'attività con l'èquipe distrettuale. "I posti letto sono allocati presso la corrispondente Unità Operativa di Chirurgia e Medicina dello stesso stabilimento e il direttore generale, entro un anno, determinerà tra la trasformazione dei posti letto ordinari in dh".
carmelo pontorno

 
Si insedieranno nei prossimi giorni a causa della mancata approvazione dei Bilanci di previsione 2009 o del Consuntivo del 2008. Nell'elenco anche sei Province regionali


PALERMO - Sono 308 i Comuni e 6 le Province regionali nei quali, a causa della mancata approvazione del Bilancio di previsione 2009 o del Consuntivo del 2008, nei prossimi giorni, si insedieranno i commissari ad acta.

I relativi provvedimenti sono stati firmati oggi, dall'assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e delle Autonomie locali, Caterina Chinnici. Nel lungo elenco figurano tutti i comuni capoluogo, mentre delle 9 Province regionali solamente Catania, Palermo e Ragusa non riceveranno la visita dei funzionari regionali. "È un provvedimento - spiega l'assessore Chinnici - straordinario, ma che si è reso necessario e urgente a causa del fatto che la quasi totalità delle amministrazioni provinciali e comunali sono in ritardo e quindi la spesa è di fatto bloccata, anche per i servizi essenziali".

I commissari avranno il compito di predisporre, nel caso in cui non lo abbia già fatto la Giunta, lo schema di bilancio per l'esercizio finanziario 2009, oltre a quello pluriennale 2009-2011 e dovranno convocare i Consigli, assegnando loro il termine di 30 giorni, per l'approvazione del bilancio.

In caso contrario, sarà lo stesso commissario a varare la manovra finanziaria.   Nella maggior parte degli enti commissariati mancano sia il bilancio di previsione 2009, che il consuntivo 2008. Nei Comuni di Santa Flavia in provincia di Palermo e di Sommatino nel nisseno inoltre, non risulta approvato neanche il Consuntivo del 2007. Gli enti che non hanno provveduto ad approvare il solo Consuntivo, sono invece 143 e 14 quelli senza il solo bilancio di previsione.   Nel caso di mancata approvazione del bilancio preventivo, la legge prevede come sanzione lo scioglimento dei Consigli comunali o provinciali inadempienti.

Ecco l'elenco delle amministrazioni in cui verranno inviati i commissari ad acta.
AGRIGENTO (40): Agrigento, Alessandria della Rocca, Aragona, Bivona, Calamonaci, Caltabellotta, Camastra, Cammarata, Canicattì, Casteltermini, Castrofilippo, Cattolica Eraclea, Comitini, Favara, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lampedusa e Linosa, Licata, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Montevago, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Raffadali, Ravanusa, Realmonte, Ribera, Sant'Angelo Muxaro, San Biagio Platani, Santa Elisabetta, San Giovanni Gemini, Santa Margherita di Belice, Santo Stefano Quisquina, Sambuca di Sicilia, Sciacca, Siculiana e Villafranca Sicula. Provincia Regionale di Agrigento.

CALTANISSETTA (19): Acquaviva Platani, Butera, Caltanissetta, Campofranco, Delia, Gela, Mazzarino, Montedoro, Mussomeli, Niscemi, Resuttano, Riesi, San Cataldo, Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco, Sommatino, Sutera, Vallelunga Pratameno e Villalba. Provincia Regionale di Caltanissetta.

CATANIA (45): Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant'Antonio, Acireale, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Camporotondo Etneo, Castiglione di Sicilia, Catania, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Grammichele, Gravina di Catania, Linguaglossa, Maniace, Mascali, Mascalucia, Militello in Val di Catania, Mineo, Mirabella Imbaccari, Misterbianco, Nicolosi, Palagonia, Paternò, Pedara, Piedimonte Etneo, Raddusa, Ragalna, Ramacca, Randazzo, Riposto, Sant'Agata Li Battiati, Sant'Alfio, San Gregorio di Catania, Santa Maria di Licodia, San Michele di Ganzaria, Santa Venerina, Scordia, Tremestieri Etneo, Viagrande, Vizzini e Zafferana Etnea.

ENNA (17): Agira, Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Catenanuova, Centuripe, Enna, Leonforte, Nissoria, Piazza Armerina, Pietraperzia, Regalbuto, Sperlinga, Troina, Valguarnera Caropepe e Villarosa. Provincia Regionale di Enna.

MESSINA (81): Alcara Li Fusi, Barcellona Pozzo di Gotto, Brolo, Capizzi, Capo d'Orlando, Capri Leone, Caronia, Casalvecchio Siculo, Castell'Umberto, Castelmola, Cesarò, Condrò, Falcone, Ficarra, Floresta, Francavilla di Sicilia, Frazzanò, Furci Siculo, Gaggi, Galati Mamertino, Gallodoro, Gioiosa Marea, Graniti, Gualtieri Sicaminò, Itala, Leni, Letojanni, Librizzi, Limina, Lipari, Longi, Malfa, Malvagna, Mazzarrà Sant'Andrea, Messina, Milazzo, Militello Rosmarino, Mirto, Mistretta, Monforte San Giorgio, Mongiuffi Melia, Montagnareale, Montalbano Elicona, Motta d'Affermo, Naso, Nizza di Sicilia, Novara di Sicilia, Pace del Mela, Pagliara, Patti, Pettineo,  Raccuja, Reitano, Roccalumera, Rodì Milici, Rometta, Sant'Agata di Militello, Sant'Alessio Siculo, Sant'Angelo di Brolo, Santa Domenica Vittoria, San Filippo del Mela, San Fratello, San Marco D'Alunzio, San Pier Niceto, San Piero Patti, Santo Stefano di Camastra, San Teodoro, Santa Teresa di Riva, Savoca, Scaletta Zanclea, Spadafora, Taormina, Terme Vigliatore, Torregrotta, Torrenova, Tortorici, Tusa, Ucria, Valdina, Venetico e Villafranca Tirrena. Provincia Regionale di Messina.

PALERMO (60): Alia, Alimena, Aliminusa, Altavilla Milicia, Bagheria, Baucina, Belmonte Mezzagno, Bisacquino, Bompietro, Caccamo, Caltavuturo, Campofelice di Fitalia, Campofelice di Roccella, Campofiorito, Camporeale, Capaci, Carini, Castelbuono, Casteldaccia, Castellana Sicula, Castronovo di Sicilia, Cefalà Diana, Cefalù, Cerda, Ciminna, Cinisi, Collesano, Corleone, Ficarazzi, Geraci Siculo, Godrano, Isnello, Isola delle Femmine, Lascari, Lercara Friddi, Misilmeri, Monreale, Montelepre, Montemaggiore Belsito, Palermo, Partinico, Petralia Soprana, Piana degli Albanesi, Polizzi Generosa, Pollina, Prizzi, Roccamena, Roccapalumba, San Cipirello, Santa Flavia, San Giuseppe Jato, Scillato, Termini Imerese, Terrasini, Torretta, Ustica, Valledolmo, Ventimiglia di Sicilia, Villabate e Villafrati.

RAGUSA (10): Acate, Comiso, Giarratana, Modica. Monterosso Almo, Pozzallo, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli e Vittoria.

SIRACUSA (16): Augusta, Avola, Carlentini, Cassaro, Ferla, Floridia, Francofonte, Lentini, Melilli, Noto, Pachino, Priolo Gargallo, Rosolini, Siracusa, Solarino e Sortino. Provincia Regionale di Siracusa.

TRAPANI (20): Alcamo, Buseto Palizzolo, Campobello di Mazara, Castellamare del Goldo, Custonaci, Erice, Favignana, Gibellina, Marsala, Mazara del Vallo, Paceco, Pantelleria, Petrosino, San Vito Lo Capo, Salaparuta, Salemi, Trapani, Valderice e Vita. Provincia Regionale di Trapani.
 
Il mese di Aprile, da ben nove anni, è il mese della prevenzione alcologica, grazie ad una iniziativa del Ministero della Salute, in collaborazione con la Società di Alcologia, l’Associazione del Club Alcolisti in Trattamento ed Eurocare.
In tale ambito è previsto un interessante convegno, denominato “Alcohol Prevention Day”, presso l’Istituto Superiore di Sanità a Roma con la presenza di esperti nazionali ed internazionali.
Anche in provincia di Enna il Servizio Dipartimentale Dipendenze Patologiche, diretto dalla Dr.ssa Giuseppa Savoca, che comprende i Servizi Tossicodipendenze di Enna, diretto dal Dr. Stefano Dell’Aera, di Nicosia, diretto dal Dr. Michele Parisi, e di Piazza Armerina diretto dal Dr. Vinicio Romano, da anni lavora per la prevenzione, cura e riabilitazione dei problemi legati al consumo di alcol, permettendo la presa in carico di chiunque chiede aiuto per tale motivo, compresi i familiari, che spesso percepiscono per primi il problema, senza sapere come affrontarlo.
Importante la collaborazione dei Servizi Tossicodipendenze con i Club degli Alcolisti in trattamento che, nella provincia di Enna, sono presenti a: Agira, Aidone, Assoro, Centurie, Enna, Gagliano C.to, Leonforte, Nicosia, Nissoria, Piazza Armerina, Regalbuto, San Giorgio e Troina.
La prevenzione alcolcorrelata ha avuto negli ultimi anni un rilevante sviluppo, in conseguenza di tutta una serie di eventi di tipo culturale, economico e sociale fra loro embricate in modo molto complesso, che hanno notevolmente elevato il rischio legato al consumo di bevande alcoliche.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità parla ormai di consumo di bevande alcoliche, senza distinguere fra uso ed abuso, che scientificamente è ormai superato.
Il consumo di anche piccole dosi nella società attuale espone ad un rischio, impensabile fino a non molti anni fa, legato in particolare all’evoluzione dei mezzi di trasporto con i conseguenti incidenti stradali che coinvolgono in modo rilevante i nostri giovani.
L’alcol, senza distinzione di dosi, rappresenta la prima causa di morte nella fascia di età tra i 15 e i 29 anni.
Le pressioni al bere, per motivi commerciali, esercitate dai mezzi di comunicazione di massa, attraverso messaggi pubblicitari manifesti, ma anche attraverso trasmissioni apparentemente di informazione che esaltano le proprietà delle bevande alcoliche, spesso spingono soprattutto le fasce deboli della nostra società , giovani ed anziani, ad approcciarsi sempre più precocemente alle bevande alcoliche, nel primo caso, con le devastanti conseguenze a tutti note, e nel secondo caso ad utilizzare le bevande alcoliche, ritenute quasi innocue, per coprire gli inevitabili vuoti legati al cronologico declino.
Si sottolineano, infine, i rischi del consumo di bevande alcoliche che possono dare dipendenza e vari problemi (incidenti stradali, sul lavoro e domestici e diverse malattie quali cirrosi epatica, demenza alcolica, polinevrite alcolica, che può portare a paralisi degli arti inferiori, pancreatine acuta, delirium tremens, etc…).
Alla luce di queste considerazioni l’unica prevenzione efficace è, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la riduzione dei consumi alcolici nella popolazione generale, perché solo così possono diminuire i problemi alcolcorrelati nella nostra società e si può migliorare la salute nelle nostre comunità e ridurre gli enormi costi sanitari legati a questi problemi.
 
Leonforte. Una lunghissima lettera aperta di don Salvatore Minuto, Cappellano dell'ospedale "Fbc" di Leonforte, per protestare quanto sta subendo il nosocomio locale, sempre più nell'occhio del ciclone e senza buone prospettive. Il sacerdote, naturalmente, non dimentica la sua missione, parla delle prossime festività, quale cardine della cristianità, lamentando «che, per molti lavoratori del presidio ospedaliero di Leonforte, vittime di un ridimensionamento che risponde al rigore numerico e ricerca di interessi economici, piuttosto che di rispetto del mantenimento del posto di lavoro faticosamente conquistato e difeso.

E l'ultimo tocco è stato dato ad Enna, ma la sua ideazione e accuratezza, risiedono molto in alto». Parole precise, quelle del sacerdote Minuto: «Per cercare responsabilità, nomi, negligenze, fini reconditi e peggio ancora, loschi interessi, ma individuarli sarebbe misera cosa». Fatte altre considerazioni sul degrado il religioso aggiunge: «che urlano una richiesta di giustizia a coscienze troppo sorde per raccoglierla. Anche noi, piccola comunità, la cui vita dipende strettamente dalle sorti del presidio ospedaliero, abbiamo una grave colpa.

Abbiamo ritenuto forza sufficiente, baluardo inespugnabile la nostra fiducia, ma lentamente, scivolavamo verso la più creduloneria». Ancora di più: «Assistiamo a una lotta senza nomi, senza eroi, senza accuse, ma rivolta contro gli ultimi. Tra i farmaci del nostro presidio ospedaliero non abbiamo trovato il vaccino contro la menzogna e, in quanto popolo dalla memoria corta, crediamo ancora nella coincidenza di "bello e buono". In verità siamo stati proprio sommersi: belle idee, belle promesse, belle parole, tante delusioni». E precisa: «Questo, mentre si pensava di dotare l'ospedale della Risonanza magnetica, ed è lecito chiedere che fine ha fatto la cifra destinata a delle donazioni delle quali si erano impegnati anche i comuni limitrofi e mi chiedo quale risposta dare?».

Poi, Don Minuto si chiede a chi aggrapparsi, tra Destra, Sinistra e Centro e dice: «Tutti capaci di elargire evanescenti promesse, labili proposte, ma al momento opportuno incapaci di formulare concrete richieste. Non penso sia opportuno scomodare la Sacra Scrittura per ricordare a quanti abbracciano l'avventura politica che loro precipuo compito è quello di ricercare il bene pubblico. Purtroppo anche le piccole cose ci vengono negate e la drastica e inspiegabile ricade sul presidio ospedaliero sui suoi lavoratori e su tutte le famiglie che da esso traggono il proprio sostentamento».

E don Salvatore Minuto conclude con un auspicio: «Auguro, in cuor mio, da inguaribile ottimista, che questa riflessione giunga al cuore di qualcuno che possa fare qualcosa, per un aiuto a 360 gradi». Quindi Minuto conclude: «A chi sta confezionando l'uovo di Pasqua dico: la sorpresa all'interno, può ancora essere cambiata? Noi lo apriremo con paura e trepidazione, ma soprattutto con la speranza di poter inviare un grande grazie a chiunque farà bene per l'ospedale».

Carmelo Pontorno da La Sicilia

 
E' stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea la domanda di riconoscimento Igp per la "Pesca di Leonforte", che interessa Enna ed alcuni comuni della provincia
come Leonforte, Calascibetta, Assoro e Agira. Soddisfatto, l'assessore regionale all'Agricoltura, Michele Cimino sottolinea che "dei 170 alimenti che rientrano nel paniere delle denominazioni italiane a marchio tutelato, tra Dop e Igp, ben 17 sono prodotti siciliani che diventeranno 20 con la 'Pesca di Leonforte', il 'Limone interdonato' e il 'Pistacchio di Bronte', che hanno avuto gia' il via libera con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale europea".

"Tra sei mesi - spiega l'assessore - la Pesca di Leonforte potra' contare sul logotipo europeo stampato nell'etichetta, che, oltre ad essere l'espressione importante del forte legame tra territorio e prodotto, e' lo strumento che consentira' l'accesso ai contributi del Psr Sicilia 2007-2013. Con la certificazione comunitaria, infatti, i singoli produttori potranno fare beneficiare degli aiuti previsti dalla misura 132 'Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualita' alimentare', e le imprese di quelli previsti dalla misura 133 'Sostegno alle Associazioni di produttori per le attivita' di promozione e di informazione riguardanti i prodotti che rientrano nei sistemi di qualita'alimentare'".
"Alimenti certificati, tradizionali, tipici, biologici, sono il nostro grande paniere di qualita' che puo' trasformarsi in economia reale. Un paniere che, se da un lato puo' vantare - commenta Cimino - ben 239 prodotti tradizionali iscritti all'albo regionale, dall'altro e' penalizzato da una questione fondamentale irrisolta: il problema distributivo".
"E' vero che la richiesta della qualita' degli alimenti ormai e' coralmente diffusa - prosegue l'assessore - ma e' altrettanto vero che difficilmente troviamo prodotti certificati Dop, Igp, Stg, As, Doc, Docg, Iso, Biologico, Uni sugli scaffali della grande distribuzione. L'agroalimentare potra' considerarsi un settore che produce economia reale solo se si stabiliscono due condizioni essenziali: se i consumatori 'impongono' al mercato una domanda sempre piu' forte di prodotti certificati, e se questi alimenti vengano immessi nel circuito dalla grande distribuzione organizzata a cui bisogna comunque garantire certe quantita'. Ma per assicurare le quantita' necessarie bisogna concentrare l'offerta e 'ricostruire' le filiere produttive".
 
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